SAN FRANCISCO – Perplexity AI compie un salto evolutivo fondamentale, passando da motore di ricerca conversazionale a vero e proprio sistema operativo per l'automazione. Il CEO Aravind Srinivas ha annunciato il lancio di Perplexity Computer, una piattaforma progettata per gestire flussi di lavoro "end-to-end", coordinando autonomamente la ricerca, la pianificazione e l'esecuzione di task complessi.
Un'orchestra di 19 modelli specializzati
A differenza dei chatbot tradizionali che si affidano a un unico Large Language Model (LLM), Perplexity Computer agisce come un direttore d'orchestra. Il sistema si basa su un'architettura di 19 modelli specializzati, ognuno ottimizzato per una funzione specifica: dal reasoning puro alla scrittura di codice, fino all'analisi dei dati.
L'utente non riceve più solo un testo come output, ma vede l'AI operare in tempo reale su più fronti:
- Accesso a file locali e memoria persistente: L'AI impara dal contesto dell'utente e dai documenti caricati.
- Strumenti operativi: Il sistema può utilizzare il browser, eseguire comandi da riga di comando e connettersi a software esterni.
- Ciclo completo: Dalla fase di brainstorming iniziale alla scrittura del codice, fino al deployment finale del progetto.
Personalizzazione e flessibilità
Una delle caratteristiche più innovative è la granularità del controllo. Gli utenti possono infatti decidere quale modello assegnare a ogni singola sotto-attività del progetto, ottimizzando le performance in base alla complessità del compito (ad esempio, usando un modello più leggero per la ricerca e uno più potente per la logica computazionale).
Strategia di lancio e costi
Attualmente, Perplexity Computer è disponibile esclusivamente per gli utenti del piano Max. La strategia di monetizzazione riflette la natura intensiva del servizio: il costo non è fisso, ma si basa sull'effettivo consumo di risorse computazionali (pricing pay-per-use).
Il rilascio su larga scala avverrà solo dopo una fase di load testing volta a garantire la stabilità dell'infrastruttura, ma il segnale è chiaro: la corsa verso gli AI Agents capaci di sostituire l'uomo in task operativi complessi è ufficialmente entrata nel vivo.